
L’Archivio dei movimenti raccoglie fondi documentari e materiale grafico prodotti dai movimenti politici e sociali a Genova e in Liguria, dagli anni ’60 in poi. Questi documenti sono stati conservati da singole persone, protagonisti e testimoni di quel periodo o raccoglitori di quelle memorie; oppure da gruppi politici e movimenti.
L’Archivio è promosso dall’Associazione per un Archivio dei movimenti nata a Genova nel marzo 2009. L’Associazione, oltre a censire, raccogliere e archiviare il patrimonio documentario, ne favorisce la conoscenza con attività di studio, ricerca e valorizzazione culturale. I fondi documentari ricevuti in dono dall’Associazione vengono a loro volta donati alla Biblioteca Civica Berio, che li conserva in locali adeguati e li mette a disposizione del pubblico per lo studio e la ricerca.
L’Archivio, attraverso la collaborazione e il lavoro di singole persone e Enti pubblici, si costituisce come bene culturale, bene comune. La comunità non solo locale beneficia quindi di fonti documentarie importanti per la storia di un periodo cruciale, in un territorio, quello ligure, che è stato uno dei poli dello sviluppo italiano del Novecento, spesso originale laboratorio culturale e politico.
L'archivio non racconta la storia ma la presenza del passato.
Paola De Ferrari, cofondatrice nel 2009 del nostro Archivio – che oggi porta il suo nome – ne è stata l'infaticabile motore culturale, politico e operativo fino al 7 aprile 2026, giorno della sua improvvisa e prematura scomparsa. Militante del Sessantotto all'università di Genova e del PC d'I (m-l) in Sardegna, dagli anni Settanta si è fortemente impegnata nel movimento femminista con la passione politica e intellettuale che l'ha sempre contraddistinta.
Proprio a partire dal femminismo, negli anni Ottanta, è nato il suo interesse per l'archivistica, poi diventato professionale. In quel periodo è attiva nel collettivo genovese Coordinamento Donne Lavoro Cultura, nel 1990 partecipa alla creazione dell'associazione Lilith, rete informativa di relazione e scambio tra i centri di documentazione, archivi e biblioteche delle donne. Ha scritto libri e articoli in cui ha elaborato nuove teorie archivistiche collegate alle questioni di genere e fortemente critiche nei confronti della rigida tradizione archivistica dominante. Molte delle sue idee sono col tempo entrate nelle normali pratiche archivistiche. Su questi temi ha tenuto dal 2007 il blog "Archivagando. Donne, archivi, femminismo", un punto di riferimento libero ed originale.
Ha partecipato alla creazione e alla gestione di "Liliblog", blog collettivo della Rete Lilith focalizzato sul legame tra Information Technology, archivi e femminismo, fondato e coordinato dal 2005.
Pubblicazioni principali: con Oriana Carteregia, "Reti della memoria. Censimento di fonti per la storia delle donne in Italia" (Coordinamento donne lavoro cultura, 1996; ripubblicato da AIB Studi nel 2012); "Salva con nome. l'Archivio di Alessandra Mecozzi 1974-1999" (Associazione Piera Zumaglino, Torino, 2007); "Collezionismo archeologico nel Levante ligure: la collezione Molfino a Rapallo" (con Giovanni Mennella e Piera Melli, De Ferrari Editore, 2017).
Per le edizioni del nostro archivio è stata co-curatrice dei volumi "No War. Storie e documenti del movimento pacifista" (2021), "Le stagioni della fotografia militante" (2021) e "Claudio Costantini. Storia, politica, insegnamento 1933-2009" (2022).
Da segnalare infine il saggio "Thesaura. Esperienze degli archivi femministi in Italia" pubblicato dalla rivista Zapruder (n. 47, 2018), un'analisi approfondita sulle metodologie di conservazione e sul significato politico della memoria femminista negli ultimi decenni.